Giardino

Giardino Storico

Il giardino fu costruito per essere un luogo di delizia: non c’era villa di una qualche eleganza che non ne avesse uno, e la sua creazione si colloca alla metà dell’Ottocento, in un abbellimento della proprietà voluto dagli avi degli attuali proprietari.
Non era facile costruire un giardino accanto alla Villa rispettando i canoni dell’epoca: il giardino doveva essere un luogo per passeggiare, quindi pianeggiante; doveva avere una pianta tendenzialmente regolare, rettangolare o quadrata: doveva contenere costruzioni ornamentali, come nicchie e fontanelle, e un bacino di approvvigionamento di acqua; nel Senese poi è ricorrente la presenza di una voliera.
Ma la villa era in cima alla collina e tutto intorno il terreno era declinante ( anzi piuttosto ripido). In più, sul lato sud, la strada di campagna che costeggia la proprietà riduceva lo spazio destinato al giardino ad una striscia in forte pendenza.
Per risolvere questi problemi fu chiamato un famoso Architetto dell’epoca, Agostino Fantastici, che già aveva realizzato un giardino per una villa nella vicina collina di Vignano per un altro ramo della stessa famiglia.

L’Architetto spostò la strada di campagna, eresse un muro di contenimento a confine, fece riempire di terra questo spazio così ottenuto e realizzò un rettangolo di circa 1000 mq in lieve declivio nel quale inserì gli ornamenti secondo lo stile dell’epoca: una veduta prospettica dal cancello che inquadrava la peschiera e sullo sfondo la voliera, realizzata nella forma di un elegante tempietto con colonne di travertino.

Sul lato sud, lungo il muro che faceva da confine con la strada di campagna, eresse due nicchie con la classica decorazione a grottesca e al centro, sempre in forma di nicchia, una fontanella alimentata dall’acqua della peschiera. Sul lato nord esisteva già la casa colonica, e fu semplice prolungare l’edificio realizzando la grande Limonaia, che avrebbe accolto d’inverno i grandi vasi di Limoni: ecco l’ hortus conclusus, un giardino protetto da muri contro i venti freddi del Nord.

I lavori finirono nel 1853 e da allora non si è aggiunta nessuna nuova costruzione; come per ogni edificio di qualche rilevanza, sulla facciata della Limonaia fu posta una targa a ricordo di questa data.

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Le piante di Limone in vaso avevano un ruolo di primo piano nell’”arredo” del giardino; insieme ai limoni, piante esotiche ( almeno esotiche per l’epoca, ora magari diventate comuni) come le Magnolie, le Camelie, il Kymonanthus, il Calycanthus, l’Olea Fragrans, la Palmetta Italica ecc. scelte anche per la loro fioritura da aprile in poi, in modo da avere fragranze diverse per ogni periodo dell’estate.
E i fiori nelle aiuole bordate di sassi decorativi erano tutti bianchi: dalie, iris, rose, peonie, mughetti, margherite, gigli, tulipani, gelsomini, come spesso si vedeva nei giardini Ottocenteschi monocolore.

Ai nostri giorni questa “purezza” si è perduta, ma qualcosa dei fiori bianchi delle trisnonne e quadrisnonne ancora si ritrova: Franca vi accompagnerà in un giro della parte che è rimasta più originale, varcando l’arco di gelsomini, quasi ad entrare in un “giardino segreto”.

Come due artisti in visita hanno visto il nostro giardino:

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Mr.  Steven Gifford

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Mrs Ginda Simpson

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